La morte di un’ex giornalista della BBC in un bagno dell’aeroporto di Istanbul sta destando stupore a Londra. Le autorità turche affermano che Jacqueline Sutton, in viaggio tra la capitale britannica ed Erbil, nel Curdistan iracheno, si è suicidata. “Impossibile”, dicono i colleghi dell’ong per la quale la donna conduceva inchieste sullo Stato islamico in Iraq.
Anne sabato alle 22.00 ha fatto scalo a Istanbul e alle 00.15 avrebbe dovuto ripartire. Jacky – come veniva chiamata dagli amici – su quell'aereo non è salita. Le immagini a circuito chiuso la mostrano a un banco informazioni: qui avrebbe chiesto aiuto, sostenendo di non avere i soldi per comprare un altro biglietto. Poi l’allarme di turiste russe che la trovano senza vita in un bagno, soffocata da lacci di scarpe.
I colleghi di lavoro mettono in dubbio la tesi del suicidio. Sutton, sostengono, era abituata a cavarsela in ambienti difficili e un contrattempo all’aeroporto non avrebbe potuto costituire motivo per un gesto estremo. Le spese del viaggio, poi, erano sostenute della stessa organizzazione. E chiedono un’indagine internazionale.
Sutton aveva da poco sostituito Ammar al-Shahbander, ucciso il 2 maggio a Baghdad da un’autobomba.
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