Nelle serate di Arcore c'era qualcosa che non andava, almeno sotto il profilo morale ed etico. E' questo che, in sostanza, ha spontaneamente dichiarato Lele Mora ai giudici che, venerdì a Milano, lo hanno ascoltato in relazione ai fatti che vedono coinvolto anche Silvio Berlusconi, già condannato in primo grado a sette anni di reclusione.
L'agente di spettacolo, lui pure imputato seppure in un processo separato, ha però negato attività d'induzione e favoreggiamento della prostituzione.
Insieme a lui sono giudicati il giornalista Emilio Fede e l'ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti.
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