Circa 300 minatori turchi si sono rinchiusi a 170 metri di profondità all'interno della miniera di carbone di Zonguldak, a 350 chilometri a est d'Istanbul, per protestare contro le cattive condizioni di lavoro e le insufficienti misure di sicurezza dell'impianto.
Stando ai sindacati, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla stampa locale, “la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'arrivo in ritardo di un'ambulanza, chiamata per soccorrere un minatore che aveva subito un infarto”.
Gli operai, hanno ribadito le parti sociali, protestano contro le difficili condizioni di lavoro, l'assenza di adeguate strutture di sicurezza in caso di incidenti e le forniture insufficienti di abiti e di scarpe da lavoro.
ANSA/bin






