La Francia è stata testimone, martedì, di una nuova prova di forza (la nona da marzo) da parte di chi s'oppone alla riforma del diritto del lavoro, con il consueto corollario di violenze. Più di un milione, secondo i sindacati, sono state le persone che, in tutto il paese, hanno sfilato per contestare un Governo oggi più impopolare che mai.
Le forze dell'ordine, già confrontate con la minaccia terroristica e le intemperanze dei tifosi al seguito delle squadre che partecipano agli Europei di calcio, hanno dovuto fare i conti con decine di vandali e picchiatori incappucciati. Gli scontri più accesi si sono visti a Parigi, con sassaiole, vetrine e finestre infrante e auto e cassonetti dati alle fiamme.
La revisione, attualmente all'esame del Senato dopo essere già stata approvata dall'Assemblea nazionale, è stata messa a punto nel tentativo di ridurre un endemico tasso di disoccupazione del 10%. Ma lo fa allentando norme, come quelle sul tempo di lavoro, considerate una conquista sociale fondamentale. Per i detrattori, il rischio di precarizzazione per i salariati aumenterebbe così a dismisura.
AFP/dg
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