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Libia ancora più fragile

Il Governo provvisorio, basato a Tobruk, dà le dimissioni

  • 29.08.2014, 13:26
  • 7 maggio, 12:08
Le due facce del conflitto: gli sfollati (circa 100'000) e un combattente

Le due facce del conflitto: gli sfollati (circa 100'000) e un combattente

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Il Governo provvisorio libico diretto da Abdallah al Theni ha rassegnato le dimissioni giovedì sera. L’Esecutivo, basato a Tobruk, non possedeva un’autorità reale. In un comunicato ha fatto sapere di considerare il Parlamento “l’unica entità legittima nel paese, rappresentante il popolo”.

Da metà luglio, la situazione politica in Libia è frammentata. Tre, per riassumere, le forze in campo: l’Esecutivo di al Theni che godeva dell’appoggio di Nazioni Unite ed Egitto e rifugiatosi all’Est per fuggire dalle milizie assediate nella capitale; queste milizie filo islamiche che hanno recentemente nominato il loro premier e basate a Tripoli e infine a Bengasi l’”emirato” dell’estremista Ansar al Sharia.

Le forze in campo

Le forze in campo

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A questa panoramica bisogna aggiungere le forze dell’ex generale Khalifa Haftar, che con la sua operazione “Dignità” intende ripulire il paese “dagli estremisti”, e una miriade di altre fazioni tribali.

Sempre giovedì, il presidente francese Hollande ha chiesto all’ONU di intervenire. Tre anni dopo la caduta (provocata dalla Francia) del regime di Muammar Gheddafi la nazione non è ancora riuscita a costruire le basi per una stabilità duratura.

AFP/AlesS

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