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Las Vegas, killer con complici

Lo ipotizza lo sceriffo, confermando l'assenza di lettere d'addio e la premeditazione della strage

  • 05.10.2017, 09:04
  • 4 maggio, 18:46
Lo sceriffo della contea di Clark, Joseph Lombardo, durante la conferenza stampa

Lo sceriffo della contea di Clark, Joseph Lombardo, durante la conferenza stampa

  • Reuters

La conferenza stampa dello sceriffo della contea di Clark, Joseph Lombardo, nel cui territorio c’è Las Vegas, ha fornito nuovi dettagli sul massacro di 59 persone compiuto domenica notte da Stephen Paddock. Lo sceriffo ha dichiarato che quest’ultimo potrebbe aver avuto dei complici, visto che suscita non poche perplessità il fatto che nessuno abbia notato l’immensa quantità di armi, bombe e munizioni che l’uomo aveva a casa e che, soprattutto, ha portato nell’hotel; inoltre aveva altri 1'600 caricatori nel baule dell’auto.

Durante l’incontro con i giornalisti si è avuta pure la conferma che l’autore della strage non ha lasciato alcuna lettera di suicidio e, al contrario, per le autorità intendeva sopravvivere e scappare, ma non è ancora chiaro come. È però emerso che Paddock ha sparato 200 colpi d'arma da fuoco nel corridoio quando una guardia della sicurezza si è avvicinata alla sua stanza d'albergo.

Lo sceriffo Lombardo ha difeso l’operato degli agenti e la tempestività delle forze dell’ordine, ricordando che il killer ha sparato per dieci minuti, dalle 22.05 alle 22.15, mentre due minuti dopo i primi due agenti sono arrivati al 32° piano dell'hotel da cui stava sparando sulla folla del concerto. Prima di entrare nella stanza, però, sono passati 75 minuti per evacuare le altre camere e procedere con tutte le cautele del caso.

Si è infine appreso che Stephen Paddock aveva già pensato di compiere l’attacco una settimana prima, avendo pure affittato una stanza all'Ogden hotel in contemporanea con un festival di musica alternativa tenutosi il 22-24 settembre. Non è dato sapere se lo avesse fatto per verificare i tempi dell'azione che aveva in mente o se era quello il suo obiettivo originale, poi sostituito dall'evento country del 1° ottobre. Aveva inoltre visitato altre località, per studiare probabilmente altri attacchi.

La compagna di Paddock, Marilou Danley, ha intanto dichiarato all'FBI di essere stata assolutamente all'oscuro del piano criminale perpetrato domenica dal suo compagno. Un avvocato della 62enne australiana ha spiegato che la donna è stata rilasciata subito dopo l'interrogatorio, che "cooperava al meglio con le autorità" e che è rientrata di sua volontà, immaginando che sarebbe stata contattata dalla polizia.

Il presidente americano Donald Trump, giunto a Las Vegas mercoledì sera, si è subito recato a visitare uno degli ospedali nei quali è assistito un gran numero di feriti della carneficina, lodando "il lavoro incredibile e il coraggio del personale medico" e affermando che "vedere quanto è stato fatto ti rende orgoglioso della nostra nazione".

ATS/Reuters/EnCa

01:35

RG 07.00 del 5 ottobre 2017 - Il servizio di Emiliano Bos

RSI Info 05.10.2017, 08:52

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