Dopo gli attentati gli scontri. In diverse città egiziane dimostranti pro-Morsi e forze di sicurezza si sono affrontati. Pesante il bilancio, ancora provvisorio: quattro manifestanti sono morti a Beni Suef, a sud del Cairo, mentre uno è stato ucciso a Damietta.
Secondo fonti governative, sulla strada che conduce alle piramidi di Giza, circa 2'000 sostenitori del presidente deposto hanno lanciato bombe incendiarie contro gli agenti che hanno risposto con gas lacrimogeni.
Altri tafferugli sono stati registrati a Suez, Ismailia ed Alessandria, dove giovedì uno studente era morto durante una manifestazione presso l’università.
Le violenze sono sfociate nello stesso giorno in cui tre attentati sono stati perpetrati contro le sedi della polizia nella capitale e a Giza, uccidendo 6 persone.
Mentre gli elicotteri militari sorvolano piazza Madinet, dove i pro-Morsi hanno intenzione di cominciare un sit-in, il presidente ad interim Adly Mansur ha promesso di “punire severamente” i responsabili degli attacchi, considerati come “codardi” anche dai Fratelli musulmani.
ats/reuters/ansa/afp/ZZ
Gallery video - La violenza riesplode in Egitto







