Nuove morti nel mondo violento del tifo organizzato in Brasile, anche se stavolta sembra si tratti di crimini legati al traffico di droga e non a scontri tra opposte fazioni.
Otto componenti del gruppo “Gavioes da Fiel”, gli ultras del popolare club Corinthians sono stati uccisi sabato notte da tre sicari che hanno fatto irruzione durante una festa che si celebrava in una delle sedi del gruppo, alla periferia di San Paolo.
Si è trattato, secondo quanto riportato dai testimoni, di una vera e propria esecuzione; i killer hanno scelto le loro vittime, hanno ordinato loro di sedere per terra e li hanno freddati uno a uno con un colpo di revolver alla nuca, per poi dileguarsi a bordo di un'auto senza che nessuno potesse fermarli.
Il crimine è avvenuto alla vigilia del derby del campionato paulista fra il Corinthians e il Palmeiras, una partita considerata ad alto rischio per la lunga tradizione di scontri tra le rispettive tifoserie. L’ultima battaglia campale tra i Gavioes de Fiel e la Mancha Alviverde, del Palmeiras è stata nel 2012, quando circa quattrocento ultras si sono dati appuntamento in un parcheggio per scontrarsi con spranghe e coltelli; il bilancio finale è stato di due morti e una quarantina di feriti.
Il tifo violento non è prerogativa dello Stato di San Paolo. In tutto il Brasile si ripetono ogni anno episodi del genere e le autorità sembrano non poter far nulla, anche perché gli ultras godono spesso della protezione dei dirigenti dei club e dei politici locali, che li usano come manovalanza e “servizio d’ordine” per organizzare eventi o manifestazioni e intimidire gli avversari.
In diverse occasioni il Governo ha disposto che partite del campionato si giocassero a porte chiuse, ma non sono state prese finora misure capaci di arginare la potenza dei gruppi organizzati. Gli ultras gestiscono la vendita dei biglietti nelle curve, organizzano le trasferte, controllano l’attività dei parcheggiatori abusivi fuori dagli stadi e dei venditori ambulanti durante le partite. Un raggio d’azione, il loro, che va ben oltre l’evento sportivo Negli ultimi anni hanno aumentato i loro introiti grazie alla vendita di droga, in collaborazione con i gruppi criminali organizzati attivi in quasi tutte le metropoli brasiliane. Secondo gli inquirenti sarebbe stato proprio un regolamento di conti tra fornitori e spacciatori il motivo della strage di sabato notte.
Emiliano Guanella






