La crisi greca continua a tenere banco in Europa, con Atene che si lamenta del trattamento riservatole e lanciando accuse contro l’ex "Troika" – ossia i creditori internazionali dello Stato ellenico.
Martedì in Parlamento il premier Alexis Tsipras ha affermato che il Fondo monetario internazionale avrebbe una "responsabilità criminale" per la situazione in cui versa la Grecia, aggiungendo che il vero negoziato "comincia adesso". Per Tsipras i creditori chiedono alla Grecia d’accettare una soluzione che non risolve il problema e riporta l'economia in recessione.
Dal canto suo il ministro delle Finanze greco Janis Varoufakis ha dichiarato allo Spiegel online di non vedere "margini per altre concessioni" nei confronti dei creditori. Già tacciato di incapacità dai suoi colleghi europei, Varoufakis ha rimarcato che le proposte avanzate sono per Atene "dure e disumane".
E mentre l’Europa in primis è vista come la fonte di tutti i mali ellenici, Vladimir Putin ha fatto sapere, sempre martedì, che incontrerà Tsipras venerdì a San Pietroburgo.
AFP/ATS/Reuters/EnCa


