La Croazia è entrata dalla mezzanotte di domenica nell’Unione Europea come ventottesimo Stato Membro. In Svizzera la comunità croata conta circa 60'000 persone, nella Svizzera italiana sono 3'000. Abbiamo domandato a Luka Ledic della Missione Cattolica croata in Ticino ,e a Ivan Bozic , ristoratore di Sorengo, come hanno vissuto questo momento storico e quali sono le prospettive per il futuro della loro patria.
Cambierà qualcosa nella quotidianità per i croati nella Svizzera italiana?
Luka: Per noi direttamente non tanto. Vorrei che dal Ticino, adesso che è più facile andare in Croazia, la gente ci vada per sfatare lo stereotipo che il nome Croazia è associato solo alla guerra e vedere il nostro mare e le nostre montagne per trasmettere la nostra cultura.
Ivan: Per noi cambierà poco perché siamo ben integrati. Siamo qui da oltre un ventennio. Cambierà di più per i ticinesi che andranno in Croazia in vacanza perché si sentiranno più sicuri.
Cosa porterà l’Unione Europea alla Croazia?
Luka: Non è entrando nell’UE che tutti i problemi sono risolti. Vediamo la situazione della Grecia e della Spagna. I croati devono rimanere in Croazia a lavorare e far vedere quello di cui sono capaci perché il mercato europeo è enorme. Ma anche l’UE potrà entrare nel nostro mercato e per alcune ditte potrà esserci una concorrenza spietata. Sta a noi, alla gente in Croazia e al Governo prendere le buone decisioni e mantenere la produzione a casa.
Ivan: Porta molti benefici perché abbiamo tanta importazione e poca esportazione. Abbiamo bisogno dello sviluppo e l’Europa ci darà una mano per andare avanti.
Con l’estensione degli accordi di Schengen al suo paese arriveranno più croati in Svizzera?
Luka: In Svizzera non lo so. Spero che chi è rimasto in Croazia, ora grazie all’Europa, riesca a rimanere e a lavorare là e che non continui a emigrare. Non credo che si potrà vedere un grande flusso di croati in Ticino. Potrà però arrivare, come dal resto del mondo, del personale qualificato.
Ivan: Direi di sì, oggi già in Germania e in altri paesi, i croati possono andare a lavorare, visto che in patria c’è tanta disoccupazione. Ma direi anche, vista la sicurezza, che tanti dall’Europa con le ditte rientreranno in Croazia.
Domenica sera ha festeggiato? Ha avuto dei riscontri diretti da Zagabria?
Luka: Sono felice come penso la maggior parte dei croati. Geograficamente la Croazia ha sempre fatto parte dell’Europa. Adesso vi siamo entrati formalmente. Ci saranno delle facilitazioni economiche e a livello della circolazione delle persone. Il clima ieri sera era positivo ma siamo anche coscienti che non è tutto oro quello che luccica, specialmente in questa situazione difficile per la comunità europea. La gente sa che non è con l’entrata nell’UE che tutti i problemi sono risolti. Bisogna lavorare sperando nelle facilitazioni nello scambio delle merci. Chi ha un’attività spera di accedere al mercato europeo e dare lavoro a chi non ne ha.
Ivan: Sono contento ma devo dire che ci sentivamo già in Europa. Non ho festeggiato. Lavoravo. Arrivato a casa ho seguito l’evento sulla TV croata. In Croazia hanno festeggiato più di quello che avevo previsto. Sono perfino entrati a far festa negli ospedali. Mia mamma questa mattina al telefono mi ha detto subito “non ho più bisogno del passaporto”.
Paolo Beretta
Gallery audio - "L'UE non risolve tutti i problemi"
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Le considerazioni di Luca Ledic al microfono di Paolo Beretta
RSI Info 01.07.2013, 18:49
paolo croazia ok.MUS
RSI Info 01.07.2013, 17:23
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RG 12.30 Un reportage di Emiliano Bos sulle difficolt? economiche che sta vivendo la Croazia
RSI Info 01.07.2013, 20:27







