Vi presentiamo l'intervista integrale rilasciata alla RSI da Bernard-Henry Lévy, in margine al suo intervento all'incontro pubblico "Nuovi equilibri mondiali - Le sfide di Israele", tenutosi domenica a Lugano.
VIDEO - L'intervista completa a Bernard-Henry Lévy, realizzata da Daniela Fabello
RSI Info 01.06.2015, 21:44
Al microfono di Daniela Fabello, l'intellettuale francese esprime sentimenti contrastanti sul futuro dell'Europa e del Medio Oriente. Si dice triste per i democratici russi, commentando l'inclusione del suo nome tra gli 89 della lista nera emessa da Putin sulle personalità europee che non devono mettere piede a Mosca. Un elenco, secondo Lévy, che è una punizione, prima di tutto per per chi si oppone alla guerra, per i difensori dei diritti umani e della libertà di cui le 89 persone in lista sono gli interlocutori naturali".
Crede e spera quindi in un'Europa capace di guardare all'Ucraina già come un paese membro "perché l'UE ha bisogno "dell'iniezione ucraina, perché Kiev ha sempre voluto essere europea, apprezzando libertà fondamentali e buon governo, benefici talvolta disdegnati da chi li possiede".
Il disamore degli europei verso questa unione di Stati, secondo il filosofo, deriva da un popolo che si è viziato con il tempo, in crisi ed in cerca di capri espiatori per questa. Si aggiunge poi la crescita di destre estreme che hanno orrore del cosmopolitismo che Bruxelles può portare.
Un accenno anche alla Svizzera che Lévy ben conosce e frequenta, e che auspica possa essere modello federalista per questo continente carente sotto questo aspetto. Infine, l'auspicio che in Libia si insista sull'unità nazionale, senza interventi dall'esterno, sostenendo il dialogo nazionale tra fazioni. Senza commettere errori come quelli fatti in Siria, secondo lui, da una comunità internazionale che ha sempre rimandato il proprio impegno anche a fronte delle decine di migliaia di morti dall'inizio del conflitto.
TG/Red.MM


