Mikhail Khodorkovski venne ammanettato dai servizi segreti russi il 25 ottobre 2003, mentre attendeva di decollare con un jet da Novosibirsk. Venerdî la stampa russa e non solo ricorda il decimo anniversario di quell'arresto: "È l'evento che ha mostrato definitivamente quale strada imboccava il regime di Putin", scrive il giornale di opposizione Novaya Gazeta, mentre per il quotidiano economico Vedomosti è "la rottura dei rapporti fra il mondo politico e quello economico".
Dopo aver accusato di corruzione il gigante petrolifero statale Rosneft, durante un incontro al quale era presente Vladimir Putin, e aver annunciato l'intenzione di finanziare alcuni partiti liberali, Khodorkovski passò di colpo da uomo più ricco di Russia a simbolo della repressione politica.
Uscirà dal carcere nel 2014
Subì due processi, secondo molti analisti orchestrati dal Cremlino come quello al blogger Alexei Navalny: nel 2005, con il socio in affari Platon Lebedev, Khodorkovski fu condannato a nove anni di carcere per frode ed evasione fiscale, poi ridotti a otto. Cinque anni dopo, gliene furono inflitti altri sei per furto di 350 tonnellate di petrolio e per riciclaggio. La pena è poi stata limata in appello. A meno di ulteriori sanzioni, l'ex oligarca potrà lasciare la prigione nell'agosto del 2014.
Si racconta sul New York Times
"Molte cose sono cambiate in questi dieci anni", racconta in un articolo sulla sua detenzione, apparso giovedì sul New York Times, "mio figlio maggiore ha una bambina, la mia prima nipote, che non sono ancora riuscito a vedere". "Due milioni di persone hanno lasciato il paese", scrive ancora, "oggi il sistema di gestione si chiama Putin ed è difficile che ceda una seconda volta i suoi poteri presidenziali. Non potrebbe controllare il suo successore".
AFP/ANSA/pon
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Il servizio di Chiara Savi
RSI Info 25.10.2013, 14:48
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