Il Governo Renzi si è imposto mercoledì nella prima di una serie di votazioni previste alla Camera dei deputati in relazione al cosiddetto Italicum, la nuova legge elettorale al centro di più controversie.
Il premier italiano e segretario del PD, che aveva paventato le dimissioni del suo Esecutivo con una conseguente fine della legislatura, ha posto la fiducia che è stata quindi concessa dall'assemblea con 352 "sì", 207 "no" e un'astensione.
Il voto, che ha suscitato le vive proteste delle opposizioni, ha anche messo nuovamente in luce le contrarietà manifestate da quella minoranza del Partito democratico (PD), che si pone in termini critici verso la politica di Matteo Renzi.
Una scritta emblematica sul tabellone elettronico della Camera
A non votare la fiducia all'Esecutivo sono state quindi personalità di spicco del PD come l'ex segretario Pierluigi Bersani, Rosi Bindi e Gianni Cuperlo. In tutto i dissidenti sono stati 38. Tuttavia, una cinquantina di deputati della stessa minoranza PD, pur sottoscrivendo un documento critico, aveva preannunciato nel medesimo l'intenzione di sostenere ugualmente il Governo. Altre due votazioni sull'Italicum sono in programma alla Camera per domani, giovedì. Il voto finale potrebbe invece slittare alla prossima settimana.
ARi




