La proposta di legge sul rientro dei capitali, all'esame in questi giorni della commissione Finanze della Camera, non sarà un "condono mascherato". Governo e maggioranza ribadiscono questo punto sul provvedimento italiano a cui è legato a doppio filo anche l’accordo in materia fiscale con la Svizzera che, secondo fonti governative, potrebbe chiudersi entro la fine del 2014.
Il nodo centrale per l’Esecutivo italiano è proprio far rientrare i soldi in Italia senza dare l’idea di fare eccessivi sconti in fatto di tassazione o multe, raggranellando cifre che alcuni stimano vicino ai 5 miliardi di franchi.
La nuova norma prevederebbe sanzioni e interessi applicati con un sistema "graduato", anche in relazione alla provenienza dei capitali emersi, se originati da paesi black list o meno, ed alla tempistica con la quale si autodenunciano. Un meccanismo, questo, che potrebbe interessare da vicino la Confederazione e spingerla a chiudere l’accordo al più presto.
ATS/sdr






