La Commissione tripartita ha deciso oggi di introdurre un contratto “normale” di lavoro, non esteso però a tutto il settore dell’industria, per contrastare gli effetti perniciosi della libera circolazione, in particolare il dumping salariale.
Esso prevede un salario minimo di 17 franchi e 30 all'ora e alcune indennità, di modo che il salario minimo arrivi intorno ai 3'300 franchi chiesti dai sindacati (Unia e OCST). Il contratto normale sarà applicato ai rami ritenuti particolarmente esposti della farmaceutica, della fabbricazione di apparecchiature elettriche, di prodotti elettronici e ottici.
A breve il Consiglio di Stato provvederà alla pubblicazione sul Foglio ufficiale dei nuovi dispositivi, dopodiché le parti in causa potranno inviare al Governo le loro eventuali osservazioni e contestazioni. I sindacati hanno espresso soddisfazione per la proposta mentre gli industriali ticinese (AITI) hanno manifestato più di una perplessità.
Gallery audio - Industria, contratti di lavoro in tre rami
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Il servizio di Francesca Torrani
RSI Info 15.06.2012, 20:05






