Il corteo, il sesto di questo mese, che si organizza tra sigle sindacali e studenti, si scontra con la polizia. All’ospedale Saint Antoine arrivano decine di ragazzi contusi ed agenti di sicurezza feriti. L’oggetto del contendere è sempre lo stesso: la riforma del lavoro proposta dalla ministra El Khomri. Il governo Hollande vorrebbe modificare i poteri contrattuali delle singole aziende, rivedendo così i vari scaglioni salariali. L’ultima manifestazione ha visto più di 200mila persone sfilare per tutta la Francia. Nella capitale si è partiti da Republique, piazza oramai divenuta ritrovo costante del movimento Nuit Debout (indignados in salsa francese), fino a Nation, dove sono state messe in fermo venti persone.
Il progetto di legge per ora è già stato modificato diverse volte. Al momento è esaminato dalla commissione degli affari sociali dell’Assemblea Nazionale.
Il sindacato CGT (Confédération générale du travail), tra i maggiori protagonisti delle critiche alla legge El Khomri, segnala come dannose le manovre volte a ridimensionare i diritti in fatto di malattia sul luogo del lavoro, oltre che quelle che lasciano spazio alle singole aziende di pattuire con propri lavoratori il salario minimo. Inoltre la riforma del lavoro darebbe ai datori di lavoro la possibilità di far passare l’orario giornaliero d’impiego dalle 10 ore massime alle 12 ore.
Il movimento nato dallo sciopero generale del 31 marzo ha indetto un nuovo calendario simbolico, facendolo continuare da quel giorno, così come successe con la rivoluzione francese. Dunque per il movimento Nuit Debout, che come casa ha scelto Place de la République, oggi è 41 marzo, in modo da rimarcare che le mobilitazioni non finiranno e terranno la scia.
Si prevedono in tutta la Francia nuove giornate di proteste e dunque inevitabili scontri.
Lorenzo Giroffi





