Quattro uomini sono stati giustiziati tramite impiccagione per il loro coinvolgimento nel massacro commesso un anno fa in una scuola di Peshawar, nel nord del Pakistan. Fu il più grave attentato effettuato dai talebani nel paese. Un commando aveva attaccato lo scorso dicembre l’istituto gestito dall’esercito facendo 134 morti tra gli allievi, 151 in tutto. Gli assalitori erano stati uccisi a loro volta dalle forze di sicurezza.
I quattro imputati, membri del Tauheed ul jihad, una fazione finora sconosciuta dei talebani pachistani, sono stati giudicati da un tribunale militare segreto. Per decisione delle autorità, infatti, in seguito all’attacco i magistrati civili non seguono più cause di questo tipo poiché potrebbero essere intimiditi e spaventati dagli jihadisti.
L'interno della scuola dopo l'attacco
Da quando il Pakistan ha
sospeso la moratoria sulla pena di morte (sempre dopo la strage di Peshawar), circa 300 detenuti sono saliti al patibolo. Una decina di giorni fa
Amnesty International aveva duramente criticato il Governo di Islamabad per la ripresa delle impiccagioni che hanno fatto salire il Pakistan ai primi posti al mondo tra i paesi con il numero più alto di esecuzioni.
ats/reuters/ZZ






