L'attacco di Donald Trump nei confronti della madre di un soldato statunitense di religione islamica, morto in Iraq nel tentativo di salvare i suoi uomini, sta provocando un'ondata di polemiche. Il padre del capitano Humayun Khan era stato chiamato a esprimersi sul palco della convention democratica, la scorsa settimana, e ricordando il figlio non aveva risparmiato una frecciata al candidato repubblicano e al suo progetto di impedire ai musulmani di entrare nel paese per prevenire il terrorismo.
"Il signor Khan, che non mi conosce, mi ha attaccato alla convention e continua a farlo in tv", aveva twittato lunedì Trump, insinuando poi che la madre del militare non avesse invece parlato perché ridotta al silenzio in quanto donna musulmana. "Il dolore per la perdita mi ha impedito di parlare", ha replicato lei. Così facendo ha infranto un tabù: gli Stati Uniti sono insorti. Dal presidente Obama ("In quanto comandante in capo sono stanco di questi attacchi"), al presidente dell'associazione dei veterani, all'ex candidato repubblicano alla presidenza John McCain, lui pure ex combattente, la cui nipote ha apertamente dichiarato che, malgrado l'appartenenza partitica, in novembre voterà per Hillary Clinton.
Il New York Times ha intanto svelato che durante il conflitto in Vietnam Trump riuscì a farsi esonerare dal servizio militare cinque volte, per motivi di studio e di salute.
pon/AFP






