Da Buenos Aires, Emiliano Guanella
L’economia, l’insicurezza e il mercato del lavoro sono le principali preoccupazioni dei giovani che andranno a votare per le elezioni presidenziali di domenica in Argentina. Nel paese sudamericano il voto è obbligatorio per i maggiori di 18 anni e facoltativo per i ragazzi di 16 e 17 anni, grazie ad una riforma approvata nel 2012 dal Parlamento. Per queste elezioni sono abilitati a votare 930'000 adolescenti, pari al 3% del totale degli elettori, mentre la fascia di età fra i 18 e 26 anni raggruppa un decimo degli aventi diritto. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la partecipazione al voto tra giovani e giovanissimi è abbastanza alta.
Presidenziali argentine, i tre sfidanti
Nelle elezioni primarie e obbligatorie dello scorso mese di agosto, ad esempio, circa il 60% dei "baby elettori" è andato alle urne. Nonostante si tratti di un numero elevato, i partiti non hanno dimostrato un interesse specifico verso questo pubblico. "I leader politici parlano alla totalità degli elettori – spiega Jorge Arias della società di consulenza Polilat – e le uniche proposte rivolte specificamente ad una fascia d’età riguardano i pensionati". Trascurati, per così dire, dai politici, i giovani argentini sembrano comunque avere le idee chiare su cosa pretendono dal futuro presidente. Per chi studia, dalle scuole superiori all’università, la principale preoccupazione riguarda il mondo del lavoro e lo stato di salute dell’economia: molti chiedono maggiori interventi dello Stato per migliorare la traballante economia nazionale, attraendo nuovi investimenti e aprendosi ai mercati internazionali.
Le aspettative dei giovani argentini
RSI Info 24.10.2015, 00:52
I giovani, ma non solo loro, sono stati delusi da una campagna elettorale considerata noiosa e ripetitiva con molti slogan ma poche proposte concrete. L’organizzazione "Chequeados" si occupa da cinque anni di registrare i discorsi dei politici e di verificare, attraverso una rigida analisi dei dati e di quanto fatto finora da ognuno di loro nelle rispettive funzioni, quanto ci sia di vero, esagerato o completamente falso nelle loro proposte. Il risultato è scoraggiante; poco di quanto promesso o dichiarato dai tre principali candidati di queste elezioni, il governativo Daniel Scioli e gli oppositori Mauricio Macri e Sergio Massa, resiste alla verifica dei fatti.
L'intervista a Laura Zommer di Chuqueados
RSI Info 24.10.2015, 14:20
L’esito del voto è molto incerto. Per la legge elettorale diventa presidente chi ottiene il 45% dei voti o chi supera il 40% ma con dieci punti di distacco sul suo avversario. Daniel Scioli, appoggiato dal governo di Cristina Kirchner, è dato dai sondaggi intorno al 40%, i sui sfidanti Macri e Massa staccati di 10 e 15 punti. La possibilità o meno di un secondo turno di ballottaggio potrebbe dipendere da un pugno di voti; l’elettorato giovane, carico di aspettative sul futuro dell’Argentina, potrebbe essere decisivo.
RG 12.30 del 24 ottobre 2015 Il reportage di Emiliano Guanella - Focus sull'economia
RSI Info 24.10.2015, 14:42
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