Era il 12 marzo quando il premier ellenico Alexis Tsipras, in un intervento davanti ai rappresentanti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (leggi articolo), parlò "di crisi umanitaria in Grecia", sottolineando la necessità di una ristrutturazione del debito pubblico (richiesta poi diventata una sorta di mantra).
Sono passati mesi da questa presa di posizione e la situazione non è cambiata, anzi. Pure diversi altri leader europei si sono accorti che il problema non è da sottovalutare e in diversi, dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a quello della Commissione Jean-Claude Juncker, affermano che una soluzione deve essere trovata.
Il quadro generale
Di fatto, un piano preciso non esiste ancora. Si parla sì di aiuti umanitari, i negozi nel paese sono sempre meno forniti e mancano i medicinali, ma nessuno dà indicazioni precise. La priorità ora, ha affermato una portavoce della Commissione europea (
ascolta l'audio), è di trovare un accordo con il Governo Tsipras. Poi si penserà a tutti gli altri problemi.
RG 8.00 del 9 luglio 2015 Il servizio di Antonio Pollio Salimbeni
RSI Info 09.07.2015, 11:20
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PP 12.00 del 9 luglio 2015 Il servizio di Luca Fasani
RSI Info 09.07.2015, 13:54
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Sul tema: Anatomia della crisi greca
Il nostro dossier: Non si vive di solo euro, ma...
AlesS



