La grande ditta taiwanese Foxconn ha ammesso che delle violazioni sono state effettuate nelle sue fabbriche, in particolare l’utilizzo di lavoratori minorenni.
L’azienda, fornitrice di parti per diverse società tra le quali Apple e Sony, era già finita sotto i proiettori in passato per problemi riguardanti le condizioni lavorative dei suoi operai. Dal 2010, in seguito ai gesti estremi di 13 dei suoi operai nelle sue filiali cinesi è conosciuta anche come “la fabbrica dei suicidi”. Nel maggio del 2011 due operai morirono in un suo stabilimento a Chengdu.
Le nuove accuse, invece, riguardano la fabbrica cinese di Xi’an, nella quale vengono prodotte le console Playstation 4. Alcune denunce indicano che alcuni studenti sono stati obbligati a lavorare come operai e non come praticanti, venendo pagati poco più di 200 franchi al mese.
In un comunicato rilasciato venerdì dalla stessa Foxconn, la compagnia annuncia che sono già state adottate delle misure per correggere le irregolarità.
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