Emergono forti dubbi sulla posizione di Abdelmajid Touil, il 22enne marocchino arrestato mercoledì vicino a Milano poiché ritenuto coinvolto nell’attentato al Bardo di Tunisi, dove a marzo 24 persone furono uccisi da un commando di estremisti islamici.
“Quel giorno Touil era scuola”, si legge sui quotidiani italiani, che citano un’insegnate di un istituto per stranieri a Trezzano (Milano) frequentato dal giovane. La prova sarebbero i registri di classe. La famiglia dal canto suo giura: “Era in Italia con noi”. Gli 007 tunisini sono però convinti: quel giorno Touil non solo era nella capitale, ma incontrò anche i due terroristi uccisi dalle forze speciali durante l’attacco.
Il dubbio di un errore si è però palesato tra gli inquirenti italiani e gli accertamenti svolti sinora confermano la tesi secondo cui il 22enne, arrivato in Italia su un barcone di migranti, non fosse presente al Bardo il giorno della strage.
Nel frattempo sono state attivate le procedure per l’estradizione. Roma potrebbe però rifiutarsi di consegnare il giovane siccome in Tunisia vige la pena di morte.
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La palazina a Gaggiano (MI) dove Touil abita con i parenti






