Mondo

Da Peppone alla 'ndrangheta

Il comune di Brescello sciolto per infiltrazioni mafiose

  • 21.04.2016, 10:08
  • 7 maggio, 12:54
La statua di Don Camillo davanti alla chiesa

La statua di Don Camillo davanti alla chiesa

  • ansa

Lo conosciamo tutti come il paese dove Guareschi ha ambientato le vicende di Don Camillo e Peppone, ma Brescello, 5'500 abitanti, da mercoledì ha un nuovo motivo di fama e non dei più lusinghieri: è infatti il primo comune dell'Emilia Romagna sciolto dal Consiglio dei ministri italiano per infiltrazioni mafiose. "Sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata", nello specifico della 'ndrangheta calabrese, si legge nel comunicato del Governo, che ha accolto la proposta del ministro dell'interno Angelino Alfano. Tre commissari reggeranno il comune per 12-18 mesi.

I carabinieri mentre sequestrano beni della famiglia Grande Aracri

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A Brescello vive Francesco Grande Aracri, fratello di Nicolino, un boss condannato in via definitiva. "Una persone gentile ed educata", secondo l'ex sindaco Marcello Coffrini, dimessosi in gennaio. La decisione, celebrata come una "vittoria della legalità" da Lega Nord e Cinque Stelle, non trova d'accordo né Coffrini né il parroco Evandro Gherardi: "non siamo sotto scacco, le mafie ci sono in paese ma vanno respinte", affermano.

pon/ATS

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