La magistratura francese ha condannato a due mesi di prigione, con la condizionale, i 55 attivisti di Greenpeace che si sono introdotti a marzo nella centrale nucleare di Fessenheim. L'impianto, costruito non lontano da Strasburgo e dalla frontiera con la Germania, è il più vecchio del paese.
I volontari dell'associazione ambientalista, con il loro gesto, hanno voluto attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sul pericolo, sempre incombente, di incidenti che possono portare a fuoriuscite di materiale radioattivo, specie negli impianti più obsoleti. Non solo. Il blitz ha suscitato profonde inquietudini anche sul tema della sicurezza antiterrorismo, perché gli ambientalisti sono riusciti a entrare nella centrale con estrema facilità.
M.Ang./ANSA






