Il bilancio dello schianto ferroviario di martedì in Puglia è di 23 morti e 52 feriti. È stato quindi ridimensionato, rispetto alle notizie di questa mattina secondo cui i morti sarebbero stati 27. La conferma ufficiale è arrivata durante una conferenza stampa tenuta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal medico legale Franco Introna. Il riconoscimento delle vittime da parte dei parenti si è concluso poco dopo mezzogiorno. Dei 52 pazienti transitati martedì nei vari pronto soccorso, sono ancora ricoverate 24 persone: undici al Bonomo di Andria, quattro all'ospedale Dimiccoli di Barletta, uno a Bisceglie, due a Molfetta, due a Terlizzi, tre al Policlinico e uno al San Paolo. Gli altri sono stati dimessi con traumi lievi. Lo ha detto il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni. Dei 24 ricoverati - ha aggiunto - sono otto quelli in prognosi riservata. Proseguono invece, senza sosta, i lavori di sgombero dei rottami dei due convogli.
La polizia ferroviaria, che si occupa delle indagini, ha sequestrato già martedì parecchia documentazione, che si spera possa far luce sulle cause dell'incidente e su eventuali responsabilità.
Come ha già affermato il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti, uno di quei treni non doveva essere in movimento sui binari in quel momento. Il problema potrebbe essersi registrato nella stazione di Andria. Il materiale sequestrato, insieme a una delle scatole nere recuperate nella notte su mercoledì, consentirà probabilmente di accertare l'esatta modalità dello scontro. Le indagini sono coordinate dal procuratore di Trani, Francesco Giannella. L'inchiesta è al momento a carico di ignoti con le ipotesi di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario.
ATS/ANSA/Swing
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