A due mesi dallo scoppio del bubbone, lo scandalo sui ricorrenti episodi di corruzione in Turchia ha investito anche il premier Recep Tayyip Erdogan, del quale l'opposizione pretende le dimissioni immediate dopo la pubblicazione di registrazioni di telefonate compromettenti tra lui e il figlio Bilal.
In questi colloqui, risalenti al 17 dicembre, mentre a Istanbul la polizia arrestava personalità vicine al Governo, i due parlano di come nascondere ingenti somme di denaro collocate in case di persone vicine alla famiglia.
Per il momento, l'autenticità delle incisioni non è stata confermata e l'interessato dice d'essere vittima di un indecente complotto e denuncia un odioso attacco.
ANSA/dg
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La corrispondenza di Antonio Ferrari
RSI Info 07.01.2014, 13:30


