La Corte costituzionale belga ha autorizzato l'artista Delphine Boël a proseguire la sua azione giudiziaria per stabilire se Alberto II è suo padre, ritenendo che gli articoli del codice civile che avrebbero potuto bloccare l'iter non siano conformi al diritto. Altrimenti detto, l'interessata potrà contestare il fatto che il marito della madre sia anche il suo papà nonostante questi l'abbia considerata come figlia legittima durante tutta la sua gioventù.
La donna, che invece pretende d'essere il frutto della lunga relazione tra Sibylle de Sélys Longchamp e l'ex re -al tempo della sua nascita, nel 1968, ancora solo principe ereditario- ha dato il via alla procedura di riconoscimento della paternità nel 2013. Il presunto genitore, oggi 81enne, ha sempre negato qualsiasi responsabilità.
Le analisi del DNA eseguite nel 2014 hanno però rivelato che nelle vene della 48enne non scorre il sangue di Jacques Boël, il consorte della madre. Un altro indizio a suo favore potrebbe essere la crisi che, proprio negli anni 1960-70, mise a dura prova la solidità del matrimonio tra il non ancora sovrano e Paola Ruffo di Calabria.
AFP/dg






