Il Governo britannico considera l'ipotesi di un accordo transitorio con l'UE sulla Brexit “ma solo se strettamente necessario”. A dirlo il ministro che coordina l'iter d’uscita dall'Unione, David Davis, intervenendo di fronte a una commissione della Camera dei Comuni.
Frena così rispetto alle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal suo collega, il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, che facendosi portavoce delle preoccupazioni nella City aveva invece spinto fortemente su un processo di divorzio graduale per evitare contraccolpi sull'economia del Regno Unito.
Davis ha pure affermato che Londra renderà noto il suo piano di uscita da Bruxelles non prima di febbraio ma dovrebbe essere in grado di portare a termine i negoziati e arrivare anche a un nuovo accordo commerciale nel periodo di 18 mesi dopo l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, come richiesto di recente dall’Unione europea. Per il futuro, Davis lascia aperti i più diversi scenari affermando che “tutto è negoziabile”.
Reuters/AP/ANSA/EnCa






