“In vari punti in città è presente la polizia che rileva la temperatura corporea della gente. Attorno agli ospedali ci sono barriere e le persone non possono accedervi, tranne se si sentono male”, sono le parole di un abitante di Wuhan, metropoli cinese di 11 milioni di abitanti dove a dicembre è comparso un nuovo coronavirus che ha messo in allarme le autorità sanitarie di mezzo mondo. “Wuhan sembra una città fantasma: i mercati e i negozi sono chiusi, ad eccezione di qualche centro commerciale”, ci racconta il nostro interlocutore, un ricercatore microbiologo che per evitare di essere preso di mira dalle autorità ci ha chiesto di non divulgare il suo nome.
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“Inoltre, c’è carenza di cibo e il prezzo della frutta e della verdura è alle stelle – sottolinea –. Le importazioni verso Wuhan sono bloccate: ci si affida alla produzione locale, ma ora fa freddo ed è molto scarsa”.
“Ci è stato detto di non uscire, se non per le emergenze o per acquistare da mangiare. E se lo facciamo dobbiamo indossare le mascherine. Inoltre, ci è stato detto di evitare di stringerci la mano e di evitare i luoghi affollati, di non camminare in gruppo e di non invitare nessuno in casa – aggiunge il ricercatore –. Le persone sono isolate ma di notte per darsi forza a vicenda intonano l’inno nazionale. Si sentono i canti delle persone sui balconi o affacciate alle finestre. Siamo nel periodo del Capodanno cinese e la gente vorrebbe uscire a fare festa, invece è chiusa in casa. Tutti i collegamenti sono interrotti: la città e isolata e chi prova ad entrare o uscire illegalmente rischia diversi anni di prigione”.
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A Wuhan sono stati inviati 5'000 medici aggiuntivi, questo, fa notare l’intervistato, “nonostante il sistema sanitario cittadino sia di alto livello e considerato fra i migliori in Cina. Fra loro ci sono anche medici militari. Io credo che le autorità stiano comunicando un numero di casi di contagio minore di quelli reali, per non creare il panico. Altrimenti non avrebbe senso inviare così tanti medici da fuori città…".
I numeri
Il coronavirus ha già fatto ammalare oltre 6'150 persone, soprattutto in Cina, superando i numeri dell'epidemia di Sars del 2003. Anche le vittime continuano ad aumentare, sono almeno 132. L'infezione, seppur lentamente, avanza anche in Europa: i casi sono saliti a 10, il primo in Finlandia e il quinto in Francia (4 in Germania).






