Helmut Kohl critica, nel suo ultimo libro presentato lunedì, il suo successore, Gerhard Schroeder, che non intervenne per escludere Atene dalla zona euro. “La Grecia nel 2001 non avrebbe dovuto essere inserita nell’eurozona presentando conti pubblici critici”, scrive l’ex cancelliere.
Eppure per questioni politiche fu fatto. Nel volume “Aus Sorge um Europa”, il “padre” dell’unificazione tedesca del 1990 afferma che "Il patto di stabilità sul mantenimento della disciplina di bilancio negli stati membri non avrebbe dovuto essere messo in discussione, essere violato e ammorbidito", dopo l'introduzione dell'euro.
“Per me è difficile capire oggi come questo sia accaduto”. Kohl resta comunque un ottimista: “Per l'Europa non è troppo tardi. L'ex cancelliere non si tira indietro sull'attualità con una critica sulla gestione del conflitto ucraino da parte dell'occidente: escludere Mosca, isolarla, è stata una decisione “vessatoria e drastica”.
ats/mas





