Venerdì pomeriggio (alle 21.00 in Svizzera) il giudice newyorkese Jed Rakoff ha atteso invano l'arrivo di un esponente dell'istituto finanziario elvetico Wegelin alla prima udienza del processo che vede la banca accusata di evasione fiscale negli Stati Uniti.
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Corrispondenza di Thomas Paggini
RSI Info 11.02.2012, 15:39
Motivazione dell'assenza
In un comunicato, Wegelin ha spiegato che l’assenza è dovuta a questioni formali. Secondo la banca, non esistono, secondo il diritto americano, i presupposti per l’apertura di un processo. Perciò si è ritenuto di non dovere prendere parte all’hearing a New York. Del resto le motivazioni dell’assenza sono state spiegate in una lettera all’accusa.
Wegelin è accusata di complicità in evasione fiscale
Una settimana fa il Dipartimento di giustizia aveva rinviato a giudizio la banca privata sangallese, accusandola di aver aiutato almeno 70 facoltosi clienti americani a nascondere più di 1,2 miliardi di dollari al fisco.
Mandati di arresto?
L’udienza è stata disertata anche dagli avvocati americani della banca. Per il giudice Rakoff i dirigenti di Wegelin sono da considerare alla stregua di latitanti. Resta tuttavia da capire come agire ora in pratica se nessun rappresentante della banca intende presentarsi alle udienze. Anche i tre rappresentanti dell’accusa presenti in tribunale, che si attendevano qualche proposta da parte del giudice Rakoff, non hanno presentato atti concreti anche se hanno lasciato intendere di essere intenzionati a chiedere che venga emesso un mandato di cattura contro il piccolo gruppo dirigente dell’istituto svizzero. La Wegelin è diretta da soci accomandatari.
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