L'Unione sindacale svizzera (USS) ha reclamato oggi a Berna aumenti salariali generalizzati per il prossimo anno compresi tra l'1,5 e il 2,5%, in ogni caso non inferiori a 100-200 franchi per favorire le fasce di reddito basso, penalizzate nelle contrattazioni passate.
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Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 03.09.2012, 15:54
Aumenti generalizzati per correggere il tiro
A giudizio del presidente dell’organizzazione Paul Rechsteiner va corretta la via intrapresa negli ultimi anni, quella delle remunerazioni mirate orientata sui singoli, che si è rivelata favorevole soltanto ai dipendenti con stipendi elevati. E questo è possibile, è stato evidenziato, solo attraverso incrementi salariali generalizzati.
La federazione sindacale chiede aumenti retributivi minimi di 100-200 franchi e compensazioni per le donne. In proposito viene sottolineato che nella vendita la disparità salariale a sfavore delle donne è tuttora del 18% e i sindacati esigono il rispetto della parità fissata dalla legge.
Erosione del potere d'acquisto
Il capo economista sindacale Daniel Lampart la produttività è aumentata tra l’1 e l’1,4% all’anno nell’ultimo periodo, vi sono quindi i margini per incrementi salari a beneficio di chi è restato escluso da tale evoluzione mentre Vania Alleva (Unia) ha ricordato che il Prodotto interno lordo crescerà dell’1,5% quest’anno nonostante lo spettro agitato di continuo sulla crisi dell’euro.
Da parte sindacale si è insistito sull’erosione del potere d’acquisto a causa del livello degli attuali prezzi del petrolio e degli aumenti dei premi di cassa malati, non presi in considerazione nelle stime sull’inflazione. A titolo di confronto l’altra sigla confederale Travail.Suisse aveva recentemente proposto aumenti salariali tra l’1 e il 2,5% e di 100 franchi come minimo per i redditi più bassi.
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