I proiettili sono entrati nel cranio e si sono conficcati nel collo, toccando la spina dorsale. Due proiettili sparati da poca distanza e che volevano colpire un bersaglio ben preciso: Malala Yousafzai, che secondo i medici, ora, nonostante sia fuori pericolo, rischia seri danni al cervello.
La 14enne è stata colpita ieri su un autobus di linea nel nord-ovest del Pakistan da un commando armato di talebani. La giovane non è una ragazzina qualunque, è stata la vincitrice del Premio nazionale della pace giovanile.
Il suo nome è infatti legato alla lotta per i diritti dei bambini, e in particolare in favore dell’istruzione delle bambine, nel paese.
I talebani hanno rivendicato il loro gesto sostenendo che “chi opera contro la sharia (legge coranica) deve essere punito con la stessa sharia”. La condanna nel paese per l'agguato è stata praticamente unanime.





