Il Consiglio federale intende prevenire “per quanto possibile” gli abusi del segreto bancario. Al termine della seduta straordinaria dedicata alla piazza finanziaria elvetica Eveline Widmer-Schlumpf ha anticipato che misure appropriate saranno messe a punto dal Dipartimento federale delle finanze entro settembre.
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La corrispondenza di Johnny Canonica
RSI Info 22.02.2012, 19:27
Fa scuola il modello Rubik
Il pacchetto che concretizza la nuova strategia annunciata nelle scorse settimane mira in primo luogo a risolvere le questioni fiscali ereditate dal passato, vale a dire quelle relative ai clienti di banche svizzere domiciliati all’estero di cui si vuole regolarizzare la situazione. Lo scopo è quello di ridurre i rischi penali per gli istituti elvetici.
Su un altro piano Berna intende procedere a nuove intese internazionali sull’imposizione alla fonte degli utili sui capitali depositati, sul modello degli accordi siglati con Germania e Gran Bretagna. I risparmiatori dovrebbero così essere tassati secondo le norme del proprio paese, mantenendo però l’anonimato.
Per una piazza finanziaria competitiva, coerente e credibile
D’altra parte è previsto il rafforzamento degli obblighi di diligenza a carico delle banche per evitare il deposito di fondi non dichiarati alle autorità fiscali del contribuente straniero, che potrà esprimersi anche attraverso un regime di autocertificazione. Inoltre l’assistenza amministrativa e giudiziaria accordata a paesi esteri dovrà essere conforme agli standard in vigore a livello internazionale.
Questi interventi hanno l’obiettivo di rendere “credibile, competitiva e coerente” la piazza finanziaria nazionale, messa a dura prova dalle inchieste condotte dal fisco statunitense e dalle pressioni esercitate dall’UE.
La maggioranza dei partiti promuove il Consiglio federale
Il Partito socialista, che aveva minacciato di allearsi con l’UDC nel voto di mercoledì al Nazionale sull'accordo di doppia imposizione con gli USA, ha accolto favorevolmente il progetto governativo e adesso raccomanda al gruppo alle Camere di approvare l'intesa. L'UDC resta critica e rileva il sovraccarico di oneri amministrativi imposto alle banche "che non sono uffici fiscali". Per il gruppo PPD il disegno del Consiglio federale "va nella buona direzione" ma non è ancora sufficientermente dettagliato per un giudizio definitivo. Il PLR sostiene il principio dell'autodichiarazione e gli obblighi di diligenza a carico delle banche ma allo stesso tempo sottolinea che gli istituti finanziari "non possono trasformarsi nella polizia della piazza elvetica".
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