"La BNS non aveva scelta": Thomas Jordan è tornato a difendere la decisione di abolire il tasso minimo franco-euro in un’intervista rilasciata alla SRF. Il presidente della Banca nazionale svizzera ha così ribadito che "un rinvio avrebbe avuto effetti negativi per la Svizzera e per lo stesso istituto" che presiede.
"In gennaio", ha spiegato, "vi è stato un cambiamento massiccio sui mercati internazionali con la decisione della Banca centrale europea di avviare il suo programma di riacquisto di titoli di Stato, una decisione che ha esercitato un’enorme pressione sul franco".
Alla domanda se il gruppo di tre persone alla testa della BNS non goda di un eccessivo potere, ha risposto che l’istituzione "ha una missione chiara e i mezzi per assolvere i suoi mandati". Ha poi aggiunto che per ora è troppo presto per fare delle congetture sulle conseguenze su crescita e disoccupazione.
ATS/AlesS
Il dossier: Cambiano gli equilibri




