La Banca cantonale di Zugo non intende correre il rischio di finire nel mirino di autorità estere, come successo ad altri istituti di credito.
Autocertificazione e liberatoria
Per questo ha spedito una lettere a tutti i suoi clienti in paesi stranieri, chiedendo loro un'autocertificazione, la garanzia scritta, insomma, che hanno dichiarato i loro averi al fisco dei rispettivi Stati. Come se non bastasse, li invita a firmare una rinuncia alla protezione garantita dal segreto bancario. Così, su precisa richiesta di un erario estero (nel quadro di una regolare procedura di assistenza amministrativa internazionale), la banca potrebbe fornire le informazioni sui conti in questione.
La ZGKB non ha sedi all'estero
Lo ha scritto oggi il Blick e lo conferma Pascal Niquille, presidente della direzione dell'istituto, che cerca di sminuire la sensazionalità della notizia. La ZGKB non precisa a quanto ammontino i capitali non elvetici nei suoi forzieri, su un totale amministrato di 8,1 miliardi di franchi. La banca non ha sedi all'estero: i clienti che hanno ricevuto la missiva sono seguiti dalla sede in Svizzera.




