Non è legata alle dimissioni del premier italiano Enrico Letta la decisione di Moody's Investors Service di confermare il rating dell’Italia a “Baa2” alzando l’outlook (le prospettive economiche del paese sul lungo termine) da “negativo” a “stabile”.
L’agenzia, in una riunione tenutasi il 10 febbraio, prima quindi che il primo ministro venisse sfiduciato dal suo partito, ha valutato positivamente “la capacità di recupero, così come quelle finanziarie del governo italiano”. Le previsioni indicherebbero “lo stabilizzarsi della percentuale del livello di debito pubblico nel 2014 che Moody’s prevede potrebbe raggiungere il suo picco sotto al 135% con una modesta ripresa economica”.
Gli analisti di Moody's hanno pure sottolineato che "le dimissioni odierne del premier Letta e l'attesa per un nuovo governo guidato da Matteo Renzi non alterano
in alcun modo le nostre aspettative» sull'Italia.
Crescita leggera
La crescita dell’economia italiana, secondo i dati dell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ha registrato una leggera crescita pari allo 0,1% nel trimestre tra ottobre e dicembre, dopo lo zero di quello precedente che aveva sancito la fine della recessione. Complessivamente, però, nel 2013 è diminuito dell’1,9%.
Era da due anni che l’Italia non registrava un andamento positivo: l’ultimo risale al secondo trimestre del 2011.
ANSA/Reuters/AB





