La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha annunciato ieri sera (mercoledì) un nuovo taglio di dieci miliardi di dollari (da 75 a 65 mensili) al piano di stimoli monetari, nonostante i persistenti timori per l’andamento delle economie emergenti.
L’ultimo atto della gestione di Ben Bernanke si iscrive dunque nel segno della continuità con il precedente , quello del progressivo abbandono dello strumento utilizzato per rimettere in moto la macchina produttiva statunitense e spingerla fuori dalla crisi. Il tasso direttore è stato mantenuto invariato allo 0,25%, il livello storicamente più basso.
La misura ha avuto un impatto sull’andamento borsistico questa mattina: il listino di Zurigo ha aperto in flessione dello 0,65%, riavvicinandosi alla soglia degli 8'000 punti. In calo anche tutte le altre piazze europee, Wall Street (Dow Jones -1,19%) e Tokyo, che ha subito una perdita del 2,45%.
ATS/pon






