I giornali elvetici non sono unanimi nel commentare la decisione del Consiglio federale di procedere alla realizzazione di un secondo tubo al San Gottardo. In Ticino prevale naturalmente la soddisfazione: per il Corriere, più che i piagnistei hanno contato gli argomenti avanzati dal mondo economico e politico cantonale.
Il Ticino gioisce
E sulla stessa linea si schiera il Giornale del Popolo, che in prima pagina titola "Per la sicurezza e contro l'isolamento" ed esprime apprezzamento per la virata compiuta da Doris Leuthard. Solo LaRegione evidenzia anche aspetti negativi, come il concetto di "non aumento della capacità di transito", che in chiaro significa che non dovrà mai essere aperta più di una corsia per senso di marcia. Cosa di cui il direttore Matteo Caratti dubita, perché una volta realizzato il raddoppio, le pressioni saranno forti.
Mancheranno risorse altrove?
La stampa romanda dedica meno spazio al tema. Il timore oltre Sarine è che l'investimento finisca con l'andare a scapito di altri attorno a Ginevra e Losanna, dove pure gli assi attuali faticano ad assorbire il traffico. Il rischio che vengano a mancare risorse per eliminare colli di bottiglia attorno agli agglomerati è evidenziato anche dalla Berner Zeitung, che non si fida delle rassicurazioni in proposito della ministra dei trasporti.
Il Blick esulta, il Tagi è critico
A Zurigo si scontrano invece visioni opposte: da un lato quella del Blick, secondo il quale nel 2015 il popolo deciderà "non solo per il Ticino ma per l'intera Svizzera". Non ci saranno più scontri frontali nel tunnel, si rallegra il quotidiano, per il quale l'euforia è giustificata e la decisione "è giusta".
Di tut'altro avviso è il TagesAnzeiger, che già avverte: le parole di Doris Leuthard saranno smentite come quelle di Hans Hürlimann, che nel 1980, all'inaugurazione dell'attuale traforo, aveva garantito che non sarebbe mai diventato un corridoio per il traffico pesante.






