“Israele continuerà a mettere in sicurezza i suoi interessi vitali anche di fronte alla pressione internazionale. La decisione resta in piedi”. E’ questa la posizione dello Stato ebraico, espressa oggi da una fonte dell'ufficio del premier Benyamin Netanyahu.
Le dichiarazioni replicano alle proteste internazionali sulla decisione di costruire 3’000 alloggi per coloni in Cisgiordania e Gerusalemme est. Parigi, Londra, Madrid e Stoccolma hanno convocato oggi i propri ambasciatori da Israele in segno di protesta, ma per ora i tre paesi non intendono richiamarli definitivamente.
"Progetti illegali"
Da parte sua la Russia ha parlato di progetti “illegali” da parte di Tel Aviv, chiedendo di riconsiderare la scelta intrapresa, che per Mosca ha un’influenza “negativa” sugli sforzi per rilanciare i negoziati di pace.
"Danneggia la fiducia”
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha sollecitato Israele a rinunciare all'attuazione del piano, sottolineando la “preoccupazione” del Governo. Per Berlino ciò “danneggia la fiducia nella volontà dello Stato ebraico di negoziare nel processo di pace in Medio Oriente”. Con queste nuove abitazioni è inoltre “sempre più piccolo lo spazio lasciato per la creazione dello Stato palestinese”.
L'appello di Ban Ki-moon
"Israeliani e palestinesi riperendano i negoziati e si astengano da atti provocatori". Così si è espresso ieri il segretario generale dell'ONU Ban Ki Moon, dicendosi molto preoccupato dell'annuncio di 3'000 nuovi alloggi israeliani. In particolare il segretario dell'ONU ha detto che costruire nel territorio fra Gerusalemme e Maaleh Adumim, unico corridoio fra il Nord e il Sud della Cisgiordania, sarebbe "un colpo fatale per le possibilità residue di arrivare alla soluzione dei due Stati".
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RG 12.30 GIORGIO - COLONIE 03.12.12.MUS
RSI Info 03.12.2012, 13:25





