Economia e Finanza

Breivik voleva uccidere di più

Il "mostro" ha rivelato nei dettagli altri piani di attacchi

  • 20.04.2012, 08:42
  • 4 maggio, 12:06
Processo Anders Breivik, Oslo, Norvegia, 17.4.2012, Ky_.JPG
  • KEYSTONE

Anders Breivik, alla sbarra a Oslo per l’uccisione di 77 persone lo scorso luglio, ha rivelato di aver voluto uccidere molte più persone, compreso l’intero Governo norvegese.

Ma il furgone riempito d’esplosivi che aveva piazzato vicino alla sede del primo ministro laburista Jens Stoltenberg, allora assente, aveva provocato otto vittime tra impiegati e passanti.

Un "fiasco" da riscattare

Avendo avuto notizia del bilancio, Breivik aveva considerato che l’attentato era un “fiasco”; aveva quindi deciso di recarsi sull’isola di Utoya, a 40 kilometri dalla capitale, dove ha aperto il fuoco durante più di un’ora contro centinaia di giovani laburisti riunitisi per un campo estivo, facendo 69 morti.

“Lo scopo era ucciderli tutti”, ha detto Breivik, utilizzando le acque gelide come “arma di distruzione di massa”. Avrebbe sparato dei colpi d’arma da fuoco in aria, per spaventare i giovani e farli fuggire nel mare con lo scopo di farli annegare.

Ispirato dai “jihadisti”, ha spiegato come aveva pianificato di sgozzare i responsabili laburisti, tra cui l’ex primo ministro Gro Harlem Brundtland, riprendendo il tutto con una videocamera. "Trovo che tutti i militanti politici che scelgono di lottare per il multiculturalismo sono dei bersagli legittimi”, ha aggiunto.

Aveva previsto inizialmente quattro attacchi

Breivik, che ha sostenuto di aver pensato a un’operazione suicida contro “l’élite” che permette "l’islamizzazione” dell’Europa dal 2006, aveva pensato inizialmente a quattro attentati.

Intendeva colpire i ministeri, la sede del partito laburista, e, probabilmente, il giornale Aftenposten, il parlamento, la sede del comune di Oslo o ancora il palazzo reale con delle bombe. Se sopravvissuto, avrebbe proseguito fucilando le persone presenti in un famoso centro occupato di Oslo, il quotidiano Dagsavisen e la sede del partito socialista per uccidere “quanta più gente possibile”.

Nel 2011 aveva però ridimensionato il piano, perché "fabbricare una bomba è molto più complicato di quello che pensavo”, ha aggiunto. II mezzi finanziari insufficienti hanno contribuito alla presa di questa decisione. Breivik sostiene quindi che la responsabilià dei morti di Utya è da imputare al governo, dal momento che "rendono molto difficile l'acquisto dei compontenti di una bomba", un'arma che preferisce al fucile.

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