Lo scorso anno le banche hanno resistito bene e si sono dimostrate forti, con buoni risultati, nonostante il contesto nel quale hanno operato. Il segreto bancario è storia del passato, i tassi d’interesse negativi riducono la reddittività e sono aumentate le regole che costringono gli istituti a creare strutture di controllo costose.
Claude-Alain Margelisch ha comunque espresso ottimismo per il settore, nonostante rimangano dei punti in sospeso.
La priorità assoluta è l’accesso ai mercati finanziari, difficile fintanto che non ci sarà una soluzione condivisa con l’UE sull’immigrazione di massa. Al momento l’unica via percorribile è quella degli accordi bilaterali con i singoli paesi.
Ci sono poi le due leggi attualmente in Parlamento, quella sui Servizi Finanziari e quella sulle Istituzioni Finanziari, necessarie per adeguare il diritto interno alle norme UE, secondo il principio di equivalenza.
L’ultimo punto è l’adeguamento agli standard internazionali. Si dovranno concludere delle convenzioni con i paesi con i quali si avrà lo scambio automatico di informazioni. La procedura elvetica impone che per ogni paese ci debba essere l’iter parlamentare. Questo rischia di causare ritardi.
Marzio Minoli




