Nonostante l'accordo trovato a inizio anno con l'imprenditore egiziano Samih Sawiris, cinque organizzazioni ambientaliste hanno inoltrato ricorso contro le modifiche al piano regolatore per la creazione del comprensorio sciistico Andermatt-Sedrun. Temono uno sfruttamento turistico della regione maggiore di quanto previsto.
L'assemblea comunale di Andermatt ha votato il 13 marzo una revisione parziale del piano regolatore per permettere la costruzione degli impianti. Pro Natura Uri, WWF Uri, Associazione Traffico e Ambiente Uri, mountain wilderness e Fondazione svizzera
per la tutela del paesaggio hanno inoltrato ricorso, hanno reso noto oggi le stesse associazioni in un comunicato congiunto.
Le modifiche contraddicono infatti in molti punti centrali gli accordi presi in gennaio, che prevedevano progetti sostenibili per l'ambiente, si legge nella nota. Le organizzazioni pretendono pertanto che il compromesso raggiunto venga rispettato anche nel piano regolatore.
In particolare vengono criticate le zone sovradimensionate dedicate agli sport invernali. Gli ambientalisti temono che questo aspetto possa venire sfruttato in futuro per la creazione di nuove piste da sci. Anche la destinazione esatta delle "zone turistiche" dovrà essere definita con maggiore precisione.
Sawiris vuole costruire quattordici nuovi impianti di risalita, la metà dei quali in sostituzione di strutture esistenti. Il volume di investimenti è di circa 130 milioni di franchi. Come compensazione per la natura, nell'accordo è stato deciso di creare
una zona protetta e di smantellare gli impianti del Winterhorn presso Hospental.





