Il dossier “Via Sicura” ha compiuto un passo avanti sulla questione del casco-bici per i fanciulli. Gli Stati si sono oggi allineati tacitamente al Nazionale, secondo cui un obbligo del genere poteva sfociare in incitamenti sbagliati come, per esempio, sbarazzarsi del caso a 15 anni. È in gioco la responsabilità individuale.
Piuttosto che adottare un provvedimento vincolante, difficile da controllare, è meglio proseguire sulla via delle campagne di prevenzione, intese a convincere tutti i ciclisti dell'utilità di portare il casco a qualsiasi età, sottolinea il parlamento.
L'ultima divergenza
La nuova legge sulla sicurezza stradale «Via sicura» è ora in dirittura d'arrivo. Resta infatti una sola divergenza da appianare con il Nazionale e riguarda l'introduzione di un incaricato della sicurezza. I senatori hanno oggi ribadito tacitamente il loro assenso
Nuova formulazione
Su questo punto, gli Stati non escludono di riuscire a far cambiare idea al Nazionale che, la settimana scorsa, vi si era opposta con soli 96 voti a 84, temendo un «inutile gonfiamento dell'apparato burocratico». Il Consiglio degli Stati ha ora modificato la formulazione, per precisare che l'addetto alla sicurezza non avrà competenze a livello comunale, ha precisato Claude Hêche (PS/JU) a nome della commissione.





