Giordania, Palestina e Israele in soli tre giorni, colloqui con le autorità (re Abdullah, Mahmud Abbas, Shimon Peres e Benyamin Netanyahu), tre messe, il biglietto tra le pietre del Muro del Pianto, l'incontro con i rifugiati, quello allo Yad Vashem con i sopravvissuti all'Olocausto, la passeggiata alla Spianata delle Moschee, i faccia a faccia con i grandi rabbini di Israele e con il gran muftì: è un programma intenso quello che Papa Francesco si è imposto per il suo viaggio in Terra Santa, dal 24 al 26 maggio.
Gli impegni sono così serrati che il pontefice, raffreddato, la scorsa settimana ha un po' tirato il freno, rinviando la visita al santuario romano del Divino Amore del 18 maggio.
Uno dei momenti forti sarà la celebrazione ecumenica di domenica alla Basilica del Santo Sepolcro con il patriarca Bartolomeo I. Segnerà il 50mo anniversario dell'incontro a Gerusalemme fra Paolo VI e Atenagora e una novità rispetto ai pellegrinaggi dei predecessori (quelli di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). In quel luogo gli orari delle preghiere delle diverse comunità cristiane sono immutati dal 1852. Seguiremo la visita di Francesco ogni giorno con l'inviato della RSI, Bruno Boccaletti.
ANSA/pon





